Triskell Celtic Festival 2021

Convocati quasi a sorpresa per questo festival giunto alla sua ventunesima edizione (è la terza volta per noi) carichiamo baracca e burattini e facciamo rotta verso est.

Partenza di buona mattina, dato che immaginiamo le insidie ed i pericoli che un viaggio del genere potrebbe comportare e via a macinare chilometri.

L'aria condizionata sul Bomby non funziona e rende le cose più pioneristiche, il tempo di fermarci in una trattoria ad assumere energia sotto forma di vivande e si riparte.

Tempi strettissimi, come sempre, un salto a depositare i bagagli in albergo e poi di nuovo via per il soundcheck. La giornata è splendida, il sole feroce, appena terminato di regolare i suoni ci prestiamo ad una videointervista per un'emittente locale. In uno stato pietoso, ovviamente, tipo mandriani che hanno scortato duemila capi di bestiame per un mese in mezzo alla prateria.

Il concerto. Un palco enorme, una serata estremamente piacevole con un gran bel pubblico davanti, quello delle grandi occasioni...

Lo show, ripreso integralmente, è trasmesso in streaming e ci sono ascolti da numerosi Paesi sparsi intorno al mondo, troppo bello per abbandonare la scena, ma la scaletta è conclusa e l'ora è tarda, così stanchini, accaldati e soddisfatti, lasciamo il palco.

Inizia la lunga notte della squisita ospitalità Triskelliana: bruschette ed arrosticini in quantità industriale. Alle tre del mattino però (proprio mentre stanno arrivando gli spaghetti aglio ed olio) ci rendiamo conto che è davvero tardissimo ed in capo a qualche ora dovremo intraprendere nuovamente un lungo viaggio di ritorno, così ripieghiamo verso l'albergo, con la speranza di essere nuovamente avvolti da questa bellissima realtà.

Grazie Triskell, a presto!


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