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AXA BRIGA 2025

  • 16 apr
  • Tempo di lettura: 1 min

All’Axa Briga ci siamo arrivati come facciamo sempre: con gli strumenti che sbattacchiano sornioni sul retro del furgone e quella sensazione che “stasera succederà qualcosa di bello”.

E avevamo ragione.


Il Pobal Ap Vaud ci ha accolti con un’ospitalità che non si inventa: gente sorridente, birre ghiacciate che compaiono come per magia e quell’atmosfera da festa vera, costruita da chi ci mette il cuore prima ancora del palco.


Quando abbiamo iniziato a suonare, la Vauda ha risposto subito.

La gente si è avvicinata, qualcuno ha iniziato a muoversi, qualcun altro a cantare e in un attimo ci siamo ritrovati dentro un vortice di energia che non puoi programmare: succede e basta.

E noi, come sempre, ci siamo buttati dentro senza pensarci troppo.

C’erano volti nuovi, volti conosciuti, gente che ballava, gente che semplicemente stava bene.

E alla fine è questo che conta: creare un momento che resta.


Per noi è stata una serata piena, sincera, di quelle che ti rimangono addosso anche quando smonti tutto e torni a casa con la schiena che scricchiola ma il cuore leggero.

Grazie al Pobal Ap Vaud per averci voluti lì, grazie a chi ha fatto rumore con noi, grazie a chi ha trasformato un concerto in una festa.


La Vauda ha un modo tutto suo di farti sentire parte della famiglia.


Ed è una bella sensazione.




 
 
 

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